Accidenti, che pigra estate. L’afa è stata così opprimente da impigrire all’inverosimile. L’unica cosa che mi consola è che la pigrizia è stata condivisa. Ma il risultato è che il blog è stato tristemente trascurato. Adesso che si avvicina il momento di riprendere l’attività del gruppo, bisogna fare il punto della situazione, cioè delle nostre letture –recenti, in corso, in programma.
Comincerò con il romanzo che ho proposto al gruppo per quest’anno: Wolf Hall, di Hilary Mantel, un’autrice inglese che ha già scritto molto, sempre a livelli alti, e che con questo romanzo centrato su Thomas Cromwell, potente segretario di Enrico VIII e qui mente complessa e affascinante, ha vinto il Man Booker Prize dell’anno scorso.
Hilary Mantel è una scrittrice prolifica e capace di spaziare tra generi diversi, o meglio: non-generi, perché i suoi libri sono difficili da incasellare. Wolf Hall certamente è un romanzo storico, ma, altrettanto certamente, è diverso dai romanzi storici in circolazione –e sono davvero tanti. La scelta controcorrente di un personaggio presentato come una figura odiosa e crudele sia da molti storici che dal cinema, qui completamente -e credibilmente- ribaltato in uomo di grande fascino. La capacità di parlare dei Tudor (ancora!) senza il più piccolo stereotipo e senza minimamente annoiare. La tecnica perfetta del narratore in terza persona con il punto di vista in soggettiva dalla prima all’ultima riga. L’abilità di usare situazioni storiche rileggendole da un’angolazione completamente diversa. E credibile. Tutte queste cose –e molto altro ancora, di cui parleremo in uno dei nostri incontri – mi hanno fatto innamorare di questo libro, sicuramente il più bello che ho avuto fra le mani per tutto l’anno scorso. L’ho letto con passione, l’ho finito con rimpianto. E, naturalmente, ho deciso di condividerne il piacere con voi.
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