Un po’ di relax e sorrisi –se non risate- liberatori: IL MANUALE DI INVESTIGAZIONE di Jedediah Berry (ma come fanno le mamme americane a imporre nomi del genere ai loro figli?).
In un primo momento sembra facile decidere di che tipo di libro si tratta, poi ci si rende conto che il vero mistero della storia è come classificare il romanzo. C’è un delizioso detective riluttante che si sposta solo in bicicletta -forse è per questa forma di fratellanza che mi sento irresistibilmente attratta da Charles Unwin, e, forse, anche il suo nome da sfigato-in-partenza contribuisce al sentimento di tenerezza. Ci sono anche tipici detective hardboiled, dark ladies, aiutanti da manuale, arcinemici, criminali psicopatici. Ma tutto si ribalta, perchè la storia si concentra sui casi risolti in modo sbagliato da una specie di sosia di Sam Spade e, alla fine, Unwin vince. È un noir? È fantascienza? È un incubo? È una storia kafkiana? C’è molto di Kafka, secondo il “New Yorker”, ma come lo adatterebbe Wes Anderson (I Tennembaum, La vita acquatica, Il treno per il Darjeeling)…...
L’unica definizione che funziona da tutti i punti di vista è quella di romanzo steampunk-e confesso che non so se c’è il termine italiano, ma credo di no. Atmosfere prima metà del ‘900, tecnologia retrò, realismo magico. Una scrittura pulita, intelligente e divertente. Spero che lo sia anche in traduzione. Buon divertimento.
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