In occasione del Natale, regalo al blog di lettori alcune frasi tratte da un quasi opuscolo di Marcel Proust, Il piacere di leggere, Passigli ed. pubblicato nel 1905 nella rivista "La Renaissance Latine".
"Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascrrere senza averli vissuti, in compagnia del libro prediletto.Tutto ciò che li riempiva agli occhi degli altri e che noi evitavamo come un ostacolo volgare a un piacere divino: il gioco che un amico veniva a proporci proprio nel punto più interessante,l'ape fastidiosa o il raggio di sole che ci costringevano ad alzare gli occhi dalla pagina o a cambiare posto, la merenda che ci avevano fatto portar dietro e che lasciavamo sul banco lì accanto senza toccarla,mentre il sole sopra di noi diminuiva di intensità nel cielo blu,la cena per la quale si era dovuti rientrare e durante la quale non abbiamo pensato ad altro che a quando saremmo tornati di sopra a finire il capitolo interrotto,tutto questo,di cui la lettura avrebbe dovuto impedirci di percepire altro che l'inopportunità,imprimeva invece in noi un ricordo talmente dolce( talmente più prezioso,secondo il nostro attuale giudizio,di quello che allora leggevamo con tanto amore) che ancora oggi,se ci capitano tra le mani i libri di un tempo,li sfogliamo come fossero gli unici calendari conservati dei giorni passati e ci aspettiamo di vedere,riflessi sulle loro pagine,le case e gli stagni che non esistono più."
1 commenti:
grazie Ida,
ho trovato affascinante il tuo pezzo
per me il piacere di leggere è qualcosa di indefinito indefinibile il piacere che emoziona e fa quasi come se fosse amore quello vero difficile a dire e fare e descrivere
leggere è vivere e soffrire
provare sensazione di cui sono geloso come se fosse la femmina più bella unica al mondo.
grazie Ida tanto ed auguri...
dario.
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